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	<title>cherchez la Superfigamegagiga &#187; Salvatore Cantalupo</title>
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	<description>un progetto senza senso, quindi con molto senso. by Prophet-U</description>
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		<title>Tris di donne e abiti nuziali.</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 08:36:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SuperFigaMegaGiga</dc:creator>
				<category><![CDATA[but I prefer Naples]]></category>
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		<category><![CDATA[lo so mi atteggio tanto ma non so una mentula]]></category>
		<category><![CDATA[Festival del cinema di Venezia 2009]]></category>
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		<description><![CDATA[Di quello che sarebbe l&#8217;uomo senza qualità se Musil non rinascesse solo per morire di nuovo, dopo aver tirato seco un certo regista che, tempo fa, veniva da Napoli. Queste erano le premesse. Questa è l&#8217;intervista che movieplayer.it realizzava al regista Vincenzo Terracciano e agli attori del suo ultimo film, &#8220;Tris di donne e abiti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Di quello che sarebbe l&#8217;uomo senza qualità se Musil non rinascesse solo per morire di nuovo, dopo aver tirato seco un certo regista che, tempo fa, veniva da Napoli.</em></strong></p>
<p><a href="http://www.movieplayer.it/articoli/06107/terracciano-e-castellitto-a-venezia-con-tris-di-donne-e-abiti-nuziali/">Queste</a> erano le premesse.</p>
<p>Questa è l&#8217;intervista che movieplayer.it realizzava al regista Vincenzo Terracciano e agli attori del suo ultimo film, &#8220;Tris di donne e abiti nuziali&#8221;, a ridosso della sua presentazione al Festival del Cinema di Venezia di quest&#8217;anno.</p>
<p>Il film è stato presentato nella sezione &#8220;Orizzonti&#8221;.</p>
<p>Il film è un film inutile.</p>
<p>Avverto gli astanti che queste saranno righe ad alto tasso di &#8220;livorosità&#8221;.</p>
<p>Poche cose ho visto inutili, senza un ben che minimo senso, senza un filo logico, pateticamente protese a modelli (il regista cita nell&#8217;intervista che ho linkato Monicelli, Germi, io temo che, poveretto, abbia in testa addirittura De Sica e Rossellini) con i quali non ha nulla, ma proprio nulla a che fare, e in un tutto ciò irritanti come il film di Terracciano, ovviamente napoletano.</p>
<p>Perché dico ovviamente?</p>
<p>Perché solo un napoletano può essere così cattivo, così ingrato, così stolto e stolido nei confronti della sua città.</p>
<p>Terracciano poi pecca di ingenuità non solo sul piano &#8220;filmico&#8221; ma anche su quello della loquela: con candore lo dice di esser andato via da Napoli vent&#8217;anni fa e di esser tornato solo con una macchina da presa.</p>
<p>Se ne vanti pure, i risultati della sua assenza si vedono tutti nella sua pellicola, duole dirlo, piuttosto risibile e non risolta.</p>
<p>Di Napoli lui ha perso il senso, se è in buona fede, oppure gli par facile, per far clamore, cavalcare onde che altri cavalcano mettendoci la faccia e anche il cosiddetto culo; oppure, ancora, onde che i telegiornali cavalcano continuamente perché forse noi non lo sappiamo ma fa chic. E così il delitto efferato di Battipaglia è il delitto di Napoli, perché a Napoli solo camoristi, o, all&#8217;occorrenza putipù e mandolini, con abbondante pizza sia detto.</p>
<p>Ecco, l&#8217;unica riconoscenza che posso avere da spettatrice e da concittadina con Terracciano è quella di aver evitato di cadere nella macchietta napoletana: non c&#8217;è mai un&#8217;immagine grossier o caricaturale, anzi il rispetto dei luoghi, quello, se non altro quello, è rispettato anzi onorato.</p>
<p>Ma è lo spirito di Napoli ad essere vilipeso, umiliato e offeso.</p>
<p>Uso le ultime due parole, &#8220;umiliato e offeso&#8221; non a caso e con piacere: il caro Terracciano, sul piano dello &#8220;psicodramma&#8221; voleva, ovviamente a mio sommesso avviso e, probabilmente, erroneo parere, fare una versione beta de &#8220;Il giocatore&#8221; del duemila. Torni pure a giocare con le bambole.</p>
<p>Dello spirito dostoevskijano non ha niente e se è vero che alla lontanerrima se ne voleva ispirare, temo non abbia neanche digerito molto.</p>
<p>&#8220;Tris di donne e abiti nuziali&#8221; &#8211; sulla cui trama, oltre che nell&#8217;intervista linkata ad inizio post, potete trovare qualcosa anche <a href="http://www.movieplayer.it/articoli/06107/terracciano-e-castellitto-a-venezia-con-tris-di-donne-e-abiti-nuziali/">qui</a> nell&#8217;ottimo sito mymovies che sempre mi guida nelle mie modeste critiche ma anche, talvolta, nella scelta del film - è un film che aveva molte oppurtunità: una storia tutto sommato ben sfruttabile, una location da incanto e, uber alles, degli attori di tuono.</p>
<p>Una panoplia, o se volete un esercito, che comprende da un lato e pria di tutti un gigantesco, come sempre, Sergio Castellitto, che infatti non so come si sia prestato ad una cosa così minima; un&#8217;efficacissima Marina Gedeck, donna dall&#8217;enorme fascino; un incisivo Briguglia; una brava Raffaella Rea che poi interpreta lo spinoso ruolo dell&#8217;unica veramente salva, che permettetemi in un film fatto di tanti personaggi è un po&#8217; poco, soprattutto quando si vuole rappresentare lo spaccato di un intera città (non vorrei arrivare a pensare che più che Napoli, il regista abbia fatto confusione, rappresentando qualcosa di più endogeno); un accorato Salvatore Cantalupo, altro personaggio pur nella sua corruttela estremamente positivo; un grandissimo Paolo Calabresi, attore che io non capisco ancora come e perchè e per quale accidente del destino ancora non esca fuori.</p>
<p>Eccellente il cameo di Iaia Forte: che rappresenta una donna ipersessuata, disperata e ingorda.</p>
<p>La stessa visione che Terracciano ha di Napoli, dimenticandosi forse che sta parlando della sua terra e la terra è sempre la mamma. E la mamma mette al mondo e noi siamo sempre, sempre, sempre in parte suoi, anzi tutti suoi, come un figlio devotissimo diceva della migliore delle mamme.</p>
<p>Caro Vincenzo, mi dispiace, forse son severa, forse incompetente, ma la vedevo meglio meglio assaje &#8211; lo ricorda ancora il napoletano? -, a dirigere &#8220;Grandi Domani&#8221;.</p>
<p>Ripassi a settembre suvvia, e non dimentichi che &#8220;la mamma è la mamma&#8221; per parafrasare chi di Napoli e della vita in genere aveva capito qualcosa.</p>
<p>La disperazione senza riscatto, la confusione, non va mai rappresentata, a meno che non si sia Maestri.</p>
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