Posted by SuperFigaMegaGiga on Jan 6, 2010 in
but I prefer Naples,
virtu-amici
Voglio parlare ancora una volta di lui, il mio virtu-amico non virtuale, Fabrizio Reale.
Ieri ha inaugurato una nuova ed interessantissima categoria del suo blog che inizia ad avere i successi che merita (un enorme balzo in avanti nella classifica wikio): percorsi napoletani.
Grazie a questa nuova e utile rubrica, potrete fare, portati per mano dall’amico Fabrizio, un giro nella Napoli più bella, quella di cui oramai nessuno parla più.
Una Napoli che però esiste, vive, ed è molto più forte di tutte le brutture che pure indubbiamente esistono nella nostra realtà.
Il primo percorso che Fabrizio propone si snoda da Via Monteoliveto a Via Mezzocannone con visita della bellissima chiesa di Santa Maria La Nova.
Il report di Fabrizio è ricco di suggestioni, immagini e piccoli racconti della vera napoletaneità, quella migliore, per l’appunto, quella che noi stessi napoletani dovremmo riscoprire prima di tutti.
Vi invito quindi, come sempre, a tenere d’occhio il blog di Fabrizio Reale, sempre ricco di spunti e suggerimenti, un vero e proprio laboratorio “di vita”, come il nostro auspicava diventasse. I suoi “percorsi napoletani” potranno diventare un vademecum per un vostro futuro soggiorno nella città che io amo.
Se avete dubbi su dove mangiare e pernottare, beh allora chiamate la Vs SFMG: Fabro ed io, una squadra fortissimi!
Tags: Laboratorio Napoletano di Fabrizio Reale, Napoli, Santa Maria La Nova
Posted by SuperFigaMegaGiga on Dec 17, 2009 in
le gourmand
Diciamolo, la SuperFigaMegaGiga ha mille qualità.
Ecco, diciamolo.
Ribadiamolo, perfino.
Ok, il post è finito, andate in pace!
Ma no facciamo i seri: non so se ho molte qualità o meno, però, di certo so ammettere i miei errori di valutazione e non ho difficoltà a farlo.
Quindi è un piacere per me inaugurare una categoria che sull’altro blog, la cara e sempre verde ggggiovine, ha avuto molto successo, “le gourmand“, facendo parziale ammenda di una mia precedente recensione.
La recensione era questa. Un giudizio, se vogliamo, neanche troppo draconiano o meglio, un attimo incazzatello però non negativo sul lato mangereccio.
Il locale di cui parlavo con queste parole infuocate è “Nexxt Pub and Grill” della Riviera di Chiaja a Napoli.
Dopo quella volta non proprio esaltante ci son tornata in altre occasioni, perché io il beneficio dell’inventario lo do sempre e ammetto, anzi, sono lieta di ammettere di aver cambiato giudizio.
Intanto faccio una premessa, parlando con una dei soci, in effetti, è subito emerso che io fossi la giovine di belle speranze: i rilievi che facevo suonavano molto simili a quelli proposti nel post (il cui titolo non smette di farmi ridere: cattiva Ego, cattiva! Però “nexxxxxxt time try another job” era troppo divertente, diciamolo!). E lì la signora, una bellissima giovane donna estremamente disponibile, mi ha sorpresa: é stata estremamente gentile e disponibile, ha chiesto approfondimenti sulle mie censure, voleva sapere cosa fosse mancato.
In quell’occasione non mi trattenni, la cucina era chiusa, poiché è aperta solo per cena ed era ora di pranzo. Un posto del genere, in una città come la nostra e con la sua location (la Riviera di Chaja è ricchissima di negozi, studi professionali etc), a mio avviso dovrebbe sempre essere aperto la mattina. In effetti per il periodo natalizio i ragazzi del “Nexxt” stanno sperimentando – e con un certo successo – l’apertura prandiale nel weekend (segnalo anche l’apertura per il pranzo della vigilia).
Ma poi sono tornata altre volte e, come dicevo prima, devo assolutamente essere molto più morbida di quello che son stata la prima volta.
Prima di tutto evitare il sabato taglia via numerosi problemi: essendo il locale molto, molto grande (anche in inverno, infatti, è possibile star fuori poiché hanno perfettamente verandato la zona giardino) si trova un tavolo subito, c’è meno ressa in genere, i camerieri sembrano più in tema!Certo uno mi voleva servire una birra artigianale e da degustazione nel bicchiere dell’acqua ma… è bastato chiederglielo dolcemente e ha provveduto, sotto lo sguardo inceneritore del direttore.
Ecco il direttore: oltre alla socia, la signora che prima nominavo, e a suo fratello, ragazzo bello quanto dolce, il vero fiore all’occhiello di “Nexxt” è il direttore. Giovane a sua volta, è un uomo con grande esperienza nel campo della ristorazione, un’esperienza che declina con una grande affabilità e gentilezza sua personale, oltre che ad un particolare gusto per la cucina.
Ed è grazie a lui, infatti, che ho potuto provare un crostino di lardo di colonnata (e spesso si fa presto, troppo presto a dire lardo di colonnata) in una simpatica variante: cosparso di un sottile strato di miele e “addizionato” da un lieve trito di noci e mandorle.
Altre nuove chicche da me esplorate: un club sandwich graziosamente proposto e piuttosto sfizioso, salsicce accompagnate da contorno e alcuni fuori menu - che spesso cambiano e non sempre sono reperibili – tra cui anche una moussaka rivisitata davvero piacevole e una selezione di crepés salate e dolci.
Il resto del menu è restato simile a se stesso, anche se, purtroppo ho dovuto notare l’eliminazione della frittura all’italiana che era tanto simpatica; in compenso ho provato le alette di pollo fritto trovandole buone.
Come nell’altro post davo menzione di disonore ai bagni, adesso, devo rilevarne l’assoluto miglioramento in quanto a pulizia, oltre a segnalare un macchinario infernale del quale la prima volta non mi ero sovvenuta: un asciugamani in cui si inseriscono entrambe le mani sino ad oltre i polsi e che te le asciuga con una forza tale e producendo un rumore che un reattore nucleare non credo emetta… un’esperienza davvero interessante!
In complesso, quindi, dopo esservi tornata altre tre volte, e in diverse circostanze e con diverse persone, noto che “Nexxt pub and grill” sia decisamente migliorato. Che il personale sia più attivo e meglio governato, che forse abbiano imparato a fare capo alla grandissima quantità di richieste che fortunatamente li investono e che magari non aspettano inizialmente.
Ora per una serata, soprattutto infrasettimanale, mi sentirei assolutamente di consigliarlo: è un posto piacevole, i cui soci e il direttore sono persone realmente gentili e disponibili.
“Nexxt Pub and Grill” -Riviera di Chiaja 273, Napoli.
Tel. : 081.764.83.01.
Voto: 7+ (solo per dargli lo sprone per migliori esiti!)
Tags: Napoli, Nexxt pub and grill, nexxt pub and grill napoli, riviera di chiaja 273
Posted by SuperFigaMegaGiga on Dec 9, 2009 in
but I prefer Naples,
eventi cui tengo assaje
Sulla giovine ho postato di un evento molto importante per la mia città.
Domani, giovedì 10 dicembre 2009 alla Stazione Centrale di Piazza Garibaldi: aprirà, inaugurata alle ore 18.00 alla presenza di Carlo ed Inge Feltrinelli, la prima “La Feltrinelli Express”, primo di una serie di megastore della casa editrice torinese situati all’interno delle principali stazioni italiane.
Napoli sarà la prima, così come era stata nel 2001 la prima città ad ospitare un megastore “Feltrinelli”, quello sito nelle vicinanze di P.zza De’ Martiri, una scelta che ha portato grandissima fortuna alla casa editrice così come a quello che è considerato uno dei “salotti buoni” della mia meravigliosa città.
Sono molto orgogliosa di questa ulteriore occasione per Napoli, soprattutto in un luogo come la Stazione Centrale che assolutamente non potrei definire piacevole: spero che 1.110 mq di cultura, arte, musica, riviste, portino ulteriore lustro alla mia città e che contribuiscano a rendere la stazione di Piazza Garibaldi un luogo più piacevole dove trascorrere il proprio tempo.
Tags: 10, 10 12 2009, 10 dicembre 2009 ore 18.00, 12, 2009, Carlo Feltrinelli, Inge Feltrinelli, LA Feltrinelli Express, LA Feltrinelli Piazza Santa Caterina, Napoli, Piazza De' Martiri, Piazza Garibaldi, Stazione Centrale
Di quello che sarebbe l’uomo senza qualità se Musil non rinascesse solo per morire di nuovo, dopo aver tirato seco un certo regista che, tempo fa, veniva da Napoli.
Queste erano le premesse.
Questa è l’intervista che movieplayer.it realizzava al regista Vincenzo Terracciano e agli attori del suo ultimo film, “Tris di donne e abiti nuziali”, a ridosso della sua presentazione al Festival del Cinema di Venezia di quest’anno.
Il film è stato presentato nella sezione “Orizzonti”.
Il film è un film inutile.
Avverto gli astanti che queste saranno righe ad alto tasso di “livorosità”.
Poche cose ho visto inutili, senza un ben che minimo senso, senza un filo logico, pateticamente protese a modelli (il regista cita nell’intervista che ho linkato Monicelli, Germi, io temo che, poveretto, abbia in testa addirittura De Sica e Rossellini) con i quali non ha nulla, ma proprio nulla a che fare, e in un tutto ciò irritanti come il film di Terracciano, ovviamente napoletano.
Perché dico ovviamente?
Perché solo un napoletano può essere così cattivo, così ingrato, così stolto e stolido nei confronti della sua città.
Terracciano poi pecca di ingenuità non solo sul piano “filmico” ma anche su quello della loquela: con candore lo dice di esser andato via da Napoli vent’anni fa e di esser tornato solo con una macchina da presa.
Se ne vanti pure, i risultati della sua assenza si vedono tutti nella sua pellicola, duole dirlo, piuttosto risibile e non risolta.
Di Napoli lui ha perso il senso, se è in buona fede, oppure gli par facile, per far clamore, cavalcare onde che altri cavalcano mettendoci la faccia e anche il cosiddetto culo; oppure, ancora, onde che i telegiornali cavalcano continuamente perché forse noi non lo sappiamo ma fa chic. E così il delitto efferato di Battipaglia è il delitto di Napoli, perché a Napoli solo camoristi, o, all’occorrenza putipù e mandolini, con abbondante pizza sia detto.
Ecco, l’unica riconoscenza che posso avere da spettatrice e da concittadina con Terracciano è quella di aver evitato di cadere nella macchietta napoletana: non c’è mai un’immagine grossier o caricaturale, anzi il rispetto dei luoghi, quello, se non altro quello, è rispettato anzi onorato.
Ma è lo spirito di Napoli ad essere vilipeso, umiliato e offeso.
Uso le ultime due parole, “umiliato e offeso” non a caso e con piacere: il caro Terracciano, sul piano dello “psicodramma” voleva, ovviamente a mio sommesso avviso e, probabilmente, erroneo parere, fare una versione beta de “Il giocatore” del duemila. Torni pure a giocare con le bambole.
Dello spirito dostoevskijano non ha niente e se è vero che alla lontanerrima se ne voleva ispirare, temo non abbia neanche digerito molto.
“Tris di donne e abiti nuziali” – sulla cui trama, oltre che nell’intervista linkata ad inizio post, potete trovare qualcosa anche qui nell’ottimo sito mymovies che sempre mi guida nelle mie modeste critiche ma anche, talvolta, nella scelta del film - è un film che aveva molte oppurtunità: una storia tutto sommato ben sfruttabile, una location da incanto e, uber alles, degli attori di tuono.
Una panoplia, o se volete un esercito, che comprende da un lato e pria di tutti un gigantesco, come sempre, Sergio Castellitto, che infatti non so come si sia prestato ad una cosa così minima; un’efficacissima Marina Gedeck, donna dall’enorme fascino; un incisivo Briguglia; una brava Raffaella Rea che poi interpreta lo spinoso ruolo dell’unica veramente salva, che permettetemi in un film fatto di tanti personaggi è un po’ poco, soprattutto quando si vuole rappresentare lo spaccato di un intera città (non vorrei arrivare a pensare che più che Napoli, il regista abbia fatto confusione, rappresentando qualcosa di più endogeno); un accorato Salvatore Cantalupo, altro personaggio pur nella sua corruttela estremamente positivo; un grandissimo Paolo Calabresi, attore che io non capisco ancora come e perchè e per quale accidente del destino ancora non esca fuori.
Eccellente il cameo di Iaia Forte: che rappresenta una donna ipersessuata, disperata e ingorda.
La stessa visione che Terracciano ha di Napoli, dimenticandosi forse che sta parlando della sua terra e la terra è sempre la mamma. E la mamma mette al mondo e noi siamo sempre, sempre, sempre in parte suoi, anzi tutti suoi, come un figlio devotissimo diceva della migliore delle mamme.
Caro Vincenzo, mi dispiace, forse son severa, forse incompetente, ma la vedevo meglio meglio assaje – lo ricorda ancora il napoletano? -, a dirigere “Grandi Domani”.
Ripassi a settembre suvvia, e non dimentichi che “la mamma è la mamma” per parafrasare chi di Napoli e della vita in genere aveva capito qualcosa.
La disperazione senza riscatto, la confusione, non va mai rappresentata, a meno che non si sia Maestri.
Tags: Festival del cinema di Venezia 2009, Iaia Forte, MacGnoccaTeraByte, Marina Gedeck, Napoli, Paolo Briguglia, Paolo Calabresi, Raffaella Rea, Salvatore Cantalupo, Sergio Castellitto, Sezione Orizzonti, superfigamegagiga, Tris di donne e abiti nuziali, Vincenzo Terracciano
Posted by SuperFigaMegaGiga on Nov 9, 2009 in
Napoli e Milano,
ho detto la mia su
Domani, martedì 10 novembre alle ore 18.00, presso “La Feltrinelli” di p.zza dei Martiri di Napoli, il giornalista de “La Repubblica” e dell’ “Espresso” – oramai da anni scrittore d’inchiesta – Curzio Maltese, presenterà la sua ultima creatura.
“La bolla. La pericolosa fine del sogno berlusconiano” edito da “Feltrinelli”, è un libro d’inchiesta che guarda gli ultimi decenni vissuti dal nostro paese, quello che si potrebbe agevolmente chiamare il “quindicennio” berlusconiano, in maniera cronachistica, al di là di quello che ognuno di noi ne possa pensare, e di qualsiasi interpretazione si voglia dare di tale definizione che io qui, pongo neutramente.
Conoscendolo, e leggendo gli estratti del libro, gentilmente inviatimi dalla Dott.ssa Pavolini, responsabile eventi de “La Feltrinelli” di Via Santa Caterina a Chiaja, ho idea che il carissimo Curzio non parli in senso di grande encomio del Cav.
Beh ogni parere è parere.
I miei imparerete a conoscerli, con il tempo, se non sverrete dalla noia, ovviamente.
In ogni caso io credo proprio che assistere all’evento organizzato da Chiara domani alle 18.00 (arrivate presto i posti son sempre pochi!!!), valga la pena. Con l’autore milanese interverrà Giustino Fabrizio.
Curzio Maltese è comunque uno dei talenti maggiori dello scassatissimo giornalismo italiano; un giovane, sì perché a 46 anni in Italia si è a momenti ancora una promessa, che ha coraggio intraprendenza, curiosità, e last but not least capacità e una penna, a mio sommesso avviso, catturante.
Io vorrei andare, spero di esser libera dai ceppi di Bisou, nel caso ci vediam lì.
Sul berlusconismo mi son interrogata anch’io, inter alia, qui.
Tags: Chiara Pavolini, Curzio Maltese, La Bolla, La Feltrinelli, Napoli, P.zza dei Martiri