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ORIacolOri, l’appuntamento!

Posted by SuperFigaMegaGiga on Dec 16, 2009 in eventi cui tengo assaje

Vi ricordo l’importante appuntamento di stasera con Monica e Massimiliano Neri, presso il loro ristorante giapponese, Kukai Nibu di Via Carlo De Cesare (in prossimità di Piazza Trieste e Trento) in Napoli.

Dalle ore 18.00 alle ore 20.00, infatti, Monica e Massimiliano saranno lieti di offrire un aperitivo a chi verrà da Kukai Nibu per la presentazione del bellissimo calendario “ORIacolORI” di Sergio Goglia, realizzato per l’anno 2010.

Un calendario esteticamente perfetto e gioioso, così come era impeccabile e rigoroso quello dell’anno scorso, “Nudi e Crudi”. Una piccola opera d’arte contemporanea in vendita a soli 20 euro.

Un augurio particolare quello che Sergio con Massimiliano ha pensato per tutti quelli che acquisteranno il prestigioso calendario: un anno che sia invaso dal bello e dalla gioia dei colori e che non sia sporcato dal male, così come non lo erano le famose tre scimmiette del santuario di Nikko.

Ma vi è di più: l’intero incasso della vendita del calendario, nonché quello della serata che seguirà, sarà integralmente devoluto in favore dell’Unicef, finanziando, in particolare, le missioni e gli interventi del fondamentale organismo dell’ONU in Indonesia, per la tutela dei bambini violati e abusati.

Quindi corriamo tutti da Kukai Nibu, stasera.

Oltre all’opportunità di conoscere la famiglia Neri tutta e il grande fotografo Sergio Goglia, potremo contribuire ad una causa che definire importante e degna è poco.

La SuperFigaMegaGiga (con tanto di Thylacino, Tigrotta e MacGnoccaTeraByte) non potrà mancare!

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ORIacolORI.

Posted by SuperFigaMegaGiga on Dec 10, 2009 in eventi cui tengo assaje, i migliori giovani imprenditori della vostra vita

“ORIacolORI” questo il titolo della nuova importante avventura charityORIacolorORI lanciata dagli imprenditori Massimiliano e Monica Neri, i

giovani proprietari dei ristoranti etnici “Kukai Nibu” e “Kukai Nano” che dal 2003, a loro modo, hanno rivoluzionato la ristorazione napoletana.

Un’avventura – il bellissimo calendario per il 2010 firmato dal fotografo Sergio Goglia, con all’attivo tre mostre personali e innumeri illustri collaborazioni nel campo della moda – che segue quella del 2008: il calendario “Nudi e Crudi” per il 2009 che è stato baciato da un grandissimo successo.

Calendari di altissimo impatto visivo quelli che Massimiliano e Sergio ideano e realizzano insieme: immagini eleganti, formalmente e “contenutisticamente”. Uso questo termine, “contenutisticamente” perché le immagini realizzate da Sergio Goglia sanno parlare e raccontano storie che vengono dritte, dritte dalla civiltà giapponese.

E così, se “Nudi e Crudi” rappresentava corpi bellissimi ed eterei nella loro perfezione intrappolati in alghe, riso, sesamo (tutti ingredienti tipici della cucina giapponese), raccontando appunto la cultura del paese del Sol Levante attraverso una delle cose che ha di più tipico – la cucina -, il nuovo calendario  ”ORIacolORI” ha un concept ancora più nobile e ambizioso e anche, a mio giudizio, perfettamente colto.

“ORIacolORI”, infatti, riprende e porta alla luce il vero significato della leggenda delle tre scimmiette del santuario Toshogu di  Nikko.

Lo Shintoismo, pensiero spirituale, più che religione autonoma vera e propria (tant’è che non si contrappone affatto al Buddhismo), venera le presenze spirituali, i “kami”, entità la cui contemplazione aiuta il raggiungimento dell’equilibrio in questa vita terrena: tale disciplina morale, infatti, non ha grande preoccupazione per la vita ultraterrena, puntando a raggiungere l’equilibrio in quella attuale e contingente.

In tale ambito le tre scimmiette, Mizaru, Kikazaru e Iwazaru, quelle rappresentate con la bocca, le orecchie e gli occhi coperti, sono enti che si chiudono al male e pertanto non ne parlano, non lo vedono e non lo sentono. Restandone incorrotte, secondo la millenaria saggezza nipponica, non possono neanche diffonderlo, il male, rappresentando, quindi, una sorte di rottura nel cerchio vizioso della corruttela del mondo terreno.

Riportare alla vera verità questo messaggio – estremamente positivo ben si intenderà,  (messaggio che qui in Italia è stato mistificato nello spiacevole “non vedo, non sento, non parlo”) – è l’idea dietro al progetto “Golden Age” lanciato da Massimiliano e Monica Neri a favore dell’Unicef.

“Golden Age” per riportare il mondo ad un’età d’oro che punti all’armonia, in un momento di gravissime frizioni e drammi internazionali e con lo spettro ben più che vivente di crisi economiche che, incidendo massicciamente sulla realtà, determinano, in un certo senso, un allontanamento dall’equilibrio che pare insanabile.

E così l’oro è sui modelli di una bellezza pura e rassicurante che popolano le pagine di questi 12 imperdibili mesi.

Modelli giovanissimi, quasi tutti adolescenti, ricoperti di un sottile strato d’oro, così come viene spessissimo raffigurato il Buddha, quasi a voler significare che quello che può rendere il nostro tempo una “Golden Age”, siamo proprio noi, ognuno di noi.

Corpi e visi immersi nell’oro ed intrecciati di coloratissimi nastri di seta, quasi fossero nuove incarnazioni delle tre scimmiette e possano preservarsi nello stato di contemporanea innocenza.

Un calendario colorato così come il precedente era stato nero e essenziale, che però conserva con “Nudi e Crudi” una linea di continuità: la presenza di immagini solo e del tutto rassicuranti, positive e capaci di trasmettere solo serenità.

La stessa serenità che Monica e Massimiliano vogliono contribuire a portare insieme con l’Unicef: l’incasso della vendita dei calendari, andrà, ancora una volta, integralmente in favore dell’importantissimo organismo internazionale, patrocinando, nello specifico, la causa dei bambini abusati e violati dell’Indonesia.

Il calendario sarà presentato al pubblico alla presenza del fotografo Sergio Goglia, dei modelli intervenuti e della meravigliosa famiglia Neri, mercoledì 16.12.2009 presso il ristorante “Kukai Nibu” di via De Cesare (nelle vicinanze di p.zza Trieste e Trento).

Massimiliano e Monica Neri offriranno a tutti, dalle ore 18.00 alle 20.00, un simpatico aperitivo con un solo obbligo morale: comprare il bellissimo calendario, impreziosito – maggior determinante segue – da un regalo d’essai.

Robert Wilson, uno dei più grandi artisti-registi della contemporaneità, ha realizzato per il calendario di Massimiliano e Sergio una bellissima prefazione in suo perfetto stile.

Un ultimo imprescindibile motivo per non perdersi un piccolo pezzo d’arte fotografica.

Dopo l’aperitivo, seguirà la cena come di consueto, il cui totale incasso sarà devoluto alla causa che è nei cuori di Monica (madre tenerissima di un bambino incredibilmente bello) e Massimiliano Neri.

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Massimiliano Neri incontra una SuperFigaMegaGiga e la trasforma in una netta MacGnoccaTeraByte.

Posted by SuperFigaMegaGiga on Nov 25, 2009 in i migliori giovani imprenditori della vostra vita

Non voglio nasconderlo: io a Massimiliano Neri sono molto legata, e non so perché.

O meglio non lo sapevo prima di due settimane fa.

Tutto tra noi nacque per il più banale dei motivi per i quali si può conoscere Massimiliano Neri: andai nel suo locale, Kukai Nibu;  il ristorante giapponese del quale è proprietario insieme alla diletta sorella Monica Neri.

Sono passati quasi 3 anni e io cliente lì dentro non mi ci sono mai sentita.

Perché, prima di tutto, questa è la tendenza naturale della famiglia Neri, non di rado, infatti, capita di incrociare nel bellissimo locale di Via de Cesare, nelle prossimità di P.zza Trieste e Trento, la mamma di Massimiliano e Monica (donna bella, probabilmente, più dei suoi figli): non esistono clienti da Kukai Nibu, ma ospiti.

Ospiti in un senso giapponese del termine, ma anche napoletano, ma anche greco, ma anche latino, ma anche africano, ma anche brasiliano.

Sembro Veltroni e la mia frase appare senza senso, e non voglio fare una freddura.

Mi spiegherò e bene, spero.

Io tra tutti, forse, sono stata meno cliente degli altri.

Con Massimiliano ho sempre parlato molto, di “cose” se vogliamo anche personali; di lavoro talvolta. Di come muovermi in un mondo, quello della “intrapresa” intellettuale, che mi pareva molto ostico, a Napoli, soprattutto,  e come donna, in special modo.

Chiedendo a  lui che, sebbene di poco più grande, ha del mondo una esperienza incredibile per mille variegati motivi.

Massimiliano indica le strade, ecco.

Se dovessi definire lui, direi questo.

Ancora prima di considerarlo una delle persone più belle fisicamente che vedrete nella vostra vita, ed è così, indubitabilmente.

Ancor prima, se ne avrete la possibilità, di ammirarne il nitore umano.

Far superare la propria bellezza esteriore ed interiore quando sono così evidenti (non tiriamola per le lunghe è stato in gioventù anche un super modello, ma a livelli internazionali), è capacità singolare, volendo anche un po’ inquietante.

Massimiliano dal punto di vista di una MacGnoccaTeraByte, di un qualunque Thylacino (immaginerete bene quanti ce ne siano), ci riesce in pieno.Supera e fa superare le sue ricchezze dalla sua voglia di comunicare il bello, ma quel bello che è il buono, quel buono che io amo definire il VERO; altri gli darebbero altri nomi.

Chiaramente è un imprenditore, non è il piccolo Buddha, né io, persona ironicerrima, l’avrete capito, son qui a santificarlo.

Eppure è un imprenditore che ha guardato il futuro, investendo i suoi soldi prima e la sua passione poi, o forse la sua inventiva prima e la sua energia fisica poi, in un progetto che poteva anche apparire folle: un ristorante giapponese a Napoli ai margini di quelli che si definiscono Quartieri Spagnoli.

Quegli stessi quartieri che la televisione (ma oramai anche il comune sentire degli stessi napoletani) ci insegna a considerare come i più problematici della nostra città, non considerando che se è una città intera ad avere delle difficoltà, beh allora ogni luogo non è lontano, come si potrebbe dire con Richard Bach.

Un imprenditore che ha saputo tirare nel suo sogno una donna, la sorella, forse più “realista” di lui, ma che adesso è la prima Kukai addicted che lavora, “suda”, immagina tutto per il “loro figlio”, lei che un figlio Me-Ra-Vi-Glio-So ce l’ha in carne ed ossa.

Un ragazzo, questo è poi Massimiliano; un ragazzo come tutti noi, che vince se stesso ogni giorno. E che passa in pochi anni da un piccolo locale ad un grande ristorante, ma rimane sempre lì, in mediotas res, in quella Piazza Trieste e Trento che gli ha portato fortuna.

Quel locale lo rinnova in continuazione ne fa ciò che meglio crede: oltre che ad una ristorazione a mio sommesso avviso (e lo sapete, io altrove, mi chiamo anche le gourmand) di un certo tipo, mi riferisco a collaborazioni artistiche ma anche filantropiche.

Come, ad esempio, il calendario realizzato a favore dell’Unicef, le cui foto, tutte bellissime ancora campeggiano nei locali del ristorante.

Ne fa un piccolo centro culturale, se vogliamo, nel quale ogni dipendente, al di là del cuoco giapponese, viene da una parte diversa del mondo, con tutte le difficoltà burocratiche che il nostro stato ha sempre regalato a chi vuol mettere in regola persone extracomunitarie.

E quando quel locale non gli basta intellettualmente più?

Beh ne fa un altro, il nuovissimo Kukai Nano, dedicato alla cucina indiana.

E poi c’è easysushi, progetto internet di pronta consegna, realizzata, voi non ci crederete, con un taxi.

E tutto questo, avete fiducia in me?, non per smania di guadagno: i Neri per quello che ne posso capire io, non sono chiaramente Francescani, quelli li troviamo nei conventi, ma dei curiosi, amanti del bello, portatori di novità.

Per come conosco Massimiliano -e due persone che hanno avuto anche delle incomprensioni, minime ma le hanno avute, beh un po’ si conoscono – insomma per quel che capisco di Massimiliano Neri lui è quello che era il mercante di epoca post-rinascimentale: l’uomo curioso, eclettico, cosmopolita che era di tutti i luoghi perché era di un solo luogo.

Thanking God il solo luogo di Massimiliano è Napoli, o meglio se stesso; ringraziando Dio io l’ho conosciuto e – dopo l’incontro di cui parlo al prossimo post, una sorta di intervista: Dott.ssa Donatella Gallone i suoi insegnamenti giornalistici sempre, sempre, sempre in testa, nella pancia e nel cuore –  posso dirmi sua amica.

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