Pocacola dixit.
Et SuperFigaMegaGiga – ma in questo caso, forse, ancora di più MacGnoccaTeraByte - condividet.
Come dicevo qualche post fa, in questo periodo io sono troppo troppo centrata sul mio ombelico per accorgermi di quello che mi succede intorno. Ascolto poco le notizie, sto perdendo la mia salvifica capacità di indignarmi, so poco, leggo perfino poco i quotidiani, sed etiam il mio favorito “Il Fatto quotidiano”.
Eppure non è che sia proprio fuori dal mondo, e così avevo subito saputo dell’aggressione ai danni del nostro premier avvenuta domenica scorsa a Milano.
Anzi ad essere onesti l’avevo saputo con un paio di ore di ritardo, guardando al volo il Tg delle 20.30 di Rai2.
Apprendere la notizia, sentire già quella ridda di commenti, considerazioni, pensieri, come sempre mi aveva dato un po’ alla testa e poi, ammetto, qualche sorriso mi scappava.
E non è bello, no, non è bello affatto. Ridacchiare del fatto che un folle abbia “chiavato appresso” ad un vecchio signore di oltre settanta anni una riproduzione di un duomo su cui, oltretutto troneggia una Madonna, non è una cosa bella affatto. E la cosa più tragica è che se ci penso all’improvviso mi viene un po’ da ridacchiare anche tutt’ora. Poi però mi pento, veh.
Ma forse il punto è che io le immagini non sono riuscita a vederle: ho sentito che comunque Berlusconi si è fatto molto male, ha perso molto sangue, i danni che ha riportato sono anche più gravi di quanto inizialmente i sanitari pensassero e questo mi dispiace realmente molto.
Perché l’oppositore politico certo non si limita nel suo agire cercando di fermarlo fisicamente.
Vi è da dire – e questo vorrei fosse chiaro – che l’azione di un folle sconsiderato quale pare sarebbe questo Tartaglia, non rappresenti affatto un gesto di rappresaglia politica.
E, come sempre, il mal di testa per le valutazioni e le controvalutazioni a caldo che ho potuto ascoltare durante quel famoso tg, mi veniva proprio per questo: cazzarola, in Italia, siamo sempre dannatamente bravi a strumentalizzare tutto, tutto, tutto. E così dalla destra si guarda a quello che si diceva a sinistra, dalla sinistra si facevano enneagrammi su quello che traspariva dalle controrisposte della destra, creando un grande marasma sempre più assurdo, involuto, senza senso.
Come spesso, troppo spesso accade, la notizia, perfino una notizia di questo tipo (indubbiamente molto caricata, credo si sia parlato con meno trasporto negli Stati Uniti della morte di JFK), tende a scomparire, surclassata dalle impressioni sulle dichiarazioni di Tizio che rispondeva alla riflessione di Sempronio che a sua volta riportava le idee di Caio, che probabilmente si era contrapposto a Mevio, su quello che era successo a Berlusconi.
Ma insomma!
Come se non bastasse, la situazione ha avuto altre evoluzioni imponderabili: a pochi minuti dalla divulgazione dell’aggressione a Berlusconi, in rete e, in special modo su Facebook, sono iniziati a proliferare commenti positivi nei confronti di Massimo Tartaglia, sono sorti molti gruppi che in quel social network inneggiavano alla violenza contro il premier.
Non sono mancate le considerazioni politiche, ovviamente.
E, altrettanto ovviamente, queste sono state atecniche ed imprecise.
Ma perché dirvi io male, qualcosa che Riccardo Pizzi, dice, come fortunatamente non di rado avviene (si potrebbe fare quasi un detto “Pizzi e bene assai spesso avviene!“), in modo egregio?
Pertanto vi rimando a lui, che con grande attenzione spiega e commenta, le dichiarazioni del ministro Roberto Maroni.
Altri spunti sul tema della voglia di censura alla rete vengono anche dal caro amico Fabrizio Reale, il quale riproponendo un’immagine di Goya (uno dei miei pittori preferiti), mi conferma, ancora una volta, che potevamo essere migliori amici!!!
Ecco magari lo diventeremo.
Nella foto un Pizzi nella migliore forma fisica, acciderbolina per la sigaretta!