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Quello che la SuperFigaMegaGiga non dice.

Posted by SuperFigaMegaGiga on Jan 21, 2010 in essere SFMG, essere bionda, essere mora

Alcuni mi han chiesto del mio web-silenzio.

Strano, in effetti, molto strano.

Credo che da quando sia iniziata la mia avventura come blogger, oltre un anno e due mesi fa, non sia mai successo che per una settimana (tranne che nel periodo estivo) io non abbia detto un motto di spirito, lanciato una frase salace, recensito la superscazzola et alia.

Beh è successo.

Forse mi si è esaurita davvero la vena composita come mi diceva qualcuno oggi.

O più semplicemente non ho niente di intelligente da dire.

Allora taccio che il silenzio è d’oro, perfino quello di una che parla, parla, parla, ma soprattutto straparla.

La verità?

Ecco, la verità è meglio tacerla.

Ma tornerò, altro che se tornerò.

ps: nuova campagna buzzparadise sulla giovine, accurrite numerosi ;-) !

 
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Quando si dicono gli anni fortunati…

Si ha forse in mente un anno come quello che ho appena passato io, conclusosi, appena 16 ore fa, stesa in un letto di dolore!

Molto poco MacGnocco, il tutto.

Diciamo che il 2009 è stato un anno decisamente, decisamente, decisamente… pur la mia favella si arresta e non trova il giusto aggettivo per definirlo.

E financo il mio incessante ottimismo ha una battuta di arresto.

“Siete più bravi a fare conquiste che a stabilire relazioni” diceva il mio oroscopo della settimana in amore. Direi che ha ragione, decisamente, ma non lo limiterei semplicemente a questa settimana, no, no. E se proprio vogliamo neanche solo all’amore.

Un cupo disfattismo cosmico si sta facendo spazio nel mio corazòn e questo è male, quindi non ci pensiamo e andiamo oltre, andiamo altrove, facciamo i bravi.

Siempre.

Beh, auguri allora, io torno sul letto…

 
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Del Diva, di alberghi, pizzerie e altri deliri milanesi.

Si diceva del Thylacine e di Milano.

Il Thylacine è sì nato in Australia e ivi per altro si è estinto, ma però pur stra-adorando la sua meravigliosa città, Napoli, è preso da un’enorme, tracotante, trascinante fascinazione per Milano.

Per dire, sono anche una delle poche persone a pensare che Milano sia una città proprio bella. Mi spingo a dire di più: anche romantica.

Milano è sostanzialmente, almeno per come la vedo io, una città malinconica, e l’amore è spesso malinconico, o comunque contiene sempre in sé una piccola parte di malinconia. Da che ne deduciamo, in maniera quasi aristotelica, che Milano sia una città romantica.

E fin qui mi pare che sto a dire un fracco di stronzate. Bello il criticismo autoriferito ed autoindirizzato delle gggggiovini, davvero.

Ma al di là di questo Milano mi appare una città sempre nuova; sarà che la conosco ancora poco, sarà che ogni volta mi trattengo molto meno, infinitamente meno, di quanto vorrei, ma ogni volta che le dico “goodbye, I die a little”, perché vorrei vedere ancora tanto, viverla ancora tanto, restarci for ever, ma non troppo!

Perché i Thylacini sono animali estremamente contraddittori e dunque nulla gli va bene fino in fondo e sentirebbero il dovere etico, oltreché fisico, di tornare nella loro bbbbbbella città.

Nell’ultima occasione nella quale sono stata nella città dalle cattedrali volanti (…) ho vissuto molte sympatiche esperienze: cambio dell’albergo carpiato con doppio avvitamento e trasporto di valigie. In realtà quest’ultima specializzazione va tutta imputata al povero XXX, uomo con il quale ho fatto il viaggio di andata in macchina: era lui, tessssoro, che si trascinava  - anche con un certo style (non v’è che dire i miei fidanzati erano partiti come categoria pur possidente una certa dignità, l’è che mi sono persa sul finale!), sia detto – quella specie di catafalco che io avevo ritenuto di usare come valigia.

Dopo di questo, altra esperienza che per sempre porterò nel mio corazòn è, indubbiamente, la pizza egiziana, perché in effetti come non portare (essendo a propria volta napoletano) una napoletana a mangiare una pizza nei peggiori “bar” di Corso Como?!

E poi ancora la disco, il “Diva”: quello che ci voleva dopo un rilassanterrimo viaggetto, io poi che in discoteca non ci vado mai!

Ma vi è di più, un evento karmico del quale io, peraltro, stolta,neanche mi ero risovvenuta: al Diva quella sera, ma ben potremmo definirla notte, c’era Dan (o Dean), senza Dean (o Dan) di Dean, Don, Dan!

Dio mio che tristerrima battuta, lo so!

Ma non avrete difficoltà a credermi se vi dirò che è esattamente da quando XXX mi ha detto che c’era uno degli stilisti di DSquared nel locale che non vedevo l’ora di proporvela!

Ma soprattutto il meraviglioso, incredibile tuffo nel passato – che poi passato non era – con XXX.

Lui ed io tre giorni insieme, roba che mai, in viaggio, roba che maissimo, in giro per Milano, con i suoi amici, con i miei amici, nel negozio (strabello, sia detto) della madre.

Una favola. Troppo breve.

E poi il Cenacolo di cui ho già detto. Le lunghe passeggiate da sola, lunedì mattina sotto la neve, il Bar Magenta all’improvviso, la mia amica delle borse.

Unico rimpianto il non essere riuscita a visitare nuovamente la basilica del Bramante, luogo in cui la mia anima risuonò subito ed istintivamente.

La gioia per aver trovato il nuovo albergo per i prossimi spero imminenti soggiorni: il Palazzo delle Stelline, non a caso di fronte piazza Madonna delle Grazie, la stessa Signora bella che, non so perché, ho l’impressione abbia sempre illuminato i miei soggiorni nella città che dopo Napoli io amo.

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I più belli sms di Natale ad una SuperFigaMegaGiga!

150 mail in tre giorni non sono male, affatto.

Anche se le mail mi danno una larvata anZia, soprattutto da quando anche hotmail mi funziona a ramengo e non riesco a cancellare in versione multipla (le capacità di un’aspirante MacGnoccaTeraByte: far impazzire i browser e impippare perfino le caselle mail…).

Mille e un messaggio (tra i quali spiccano quelli del mio caro, caro, caro… omissis ma il vegliardo sa che è lui, ah se lo sa!) e tante telefonate del mio Fratellino che oramai l’è dolce come il miele!

Però tra tutti il più carino è questo, sine dubio ullo, grande, grande, grande Fofi.

Fofi è un mio amico nuovo, l’ho conosciuto ad ottobre e ci siamo visti, se vogliamo, anche poco.

Fofi, Alfonso, è un uomo meraviglioso, una montagna di dolcezza, gioia, affetto ed allegria, e poi noi, beh cantiamo insieme. Ci divertiamo come i folli, cantiamo per strada, in macchina, nei locali, dai nostri amici del 991, un pub del Vomero SuperFigoMegaGiga più di me!

Con Alfonso io sto bene sempre, ovunque, quantunque.

Lui mi adora, anche se non sono altro che un mero mezzo per giungere a BonoDov (hihihihih). In pratica io che sono una disgraziata, dicevo che lui e il mitico amico del martedì al 991 uscivano con me nella speranza di sedurre il tipaccio con il quale ero quando li conobbi… che donnaccia sono!

Per la vigilia Fofi mi ha mandato ‘sto sms che mi ha davvero riempito il cuore di gioia:

“Tantissimi auguri di un simpatico e felice Natale e soprattutto… un Natale colmo di elfica armonia… perché la mia amica Daniela è l’armonia naturale. Augurissimi SFMG!!! Ti voglio e ti vorrò sempre bene. Tuo BabboAlfonso Natale.”

E quando due metri di uomo ti chiamano “princielfa” la vita non può che sorriderti, o no?


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Una SuperFigaMegaGiga e aNobii.com .

Che tra i social network di tutto il mondo io sia una fanatica assoluta di aNobii e di ASW non ci sono mai stati dubbi. Del resto, sin dal vecchio blogghe mi porto dietro fondamentali categorie quali “lovving asmallworld” e “stralovving anobii”.

Ammetto di aver sclerato di più con ASW: quando mi iscrissi impazzivo dalla gioia. Certo poi me ne disamorai quasi subito, ma continuavo a scriverne e, con il passare del tempo, ne ho scoperte sempre nuove e portentose potenzialità, invaghendone nuovamente.

Eppure quello che mi piace di più, decisamente di più, è aNobii e forse non poteva essere altrimenti.

Anobii è un sito portentoso che mette in contatto chi ama i libri, chi ha voglia di leggerli, parlarne, scoprirli.

Anobii rende possibile invenire le novità editoriali, fare la propria libreria, crearsi una wishlist con tutti i titoli desiderati. Dà la possibilità di fare brevi commenti ai volumi che siano disponibili sulla propria home page, così che tutti possano leggerli e approvarli o commentarli a loro volta.

Esistono gruppi in cui si svolgono discussioni dalle più semplici alle più elaborate. Io, purtroppo, ho poco tempo per curare il mio aNobii, ma ciononostante, partecipo con una certa costanza almeno a  due gruppi, “brain-storming aNobii” – che io simpaticamente chiamo il gruppo dei cervelloni,  che oltretutto prima ti invitano poi ti devono riapprovare, son dei mattacchioni, sono! – e “essere un lettore”, dove tra gli altri interessanti spunti, si può partecipare ad un gioco, “sinapsi”, particolarmente carino e del quale non vi dico niente per ingolosirvi ancora di più.

Oggi, dopo tanto tempo, mi son connessa al mio aNobii e vi ho trovato tante belle novità: è più rapido, la scheda di modifica dei dati del libro in lettura è più funzionale, c’è la possibilità di creare un collegamento tra il proprio facebook e il proprio twitter con la propria libreria.

Quella di creare un collegamento con il proprio blog già c’è da tempo, infatti sulla giovine troverete il badge di aNobii: qui non c’ ancora perché, perché, non so perché, sono fatti miei!

In ogni caso io grazie ad aNobii ho scoperto tanti bei libri, ne ho ricordati altri.

Grazie ad aNobii poi per un giro che non ripeto in quanto lungo e tortuosissimo e comprendente Nuvola, Borges, Dante, un sito sconosciuto e Camu, ho conosciuto Rick PocapokeCola, quindi non posso che stra-amarlo: senza pocacola, come si fa?!

Per chi volesse vedere la mia libreria e non gliene tiene più di connettersi al blogghe io amavo, voli pure qui.

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Il Thylacine torna da Milano…

E così molti dei miei sogni si sono realizzati, non a caso è Natale.

E la morte non esiste (ogni dieci post – si sa – devo dirlo, non foss’altro che per appuntarmelo e per ricordarvelo, ma del resto io lo dimostrerò!).

Sono stata a Milano, la mia amaterrima Milano.

Da sabato a lunedì, pur essendo partita venerdì, ma queste son situazioni di contrabbando.

E nevicava, sì ha nevicato. E quando ha nevicato, all’improvviso, io ero da sola ed ero a Corso Magenta, lì mi capitano sempre le cose migliori, davvero. Mi sono sentita felice, lieta, lieve, soffice ed eterea (non ETERA, please!) come quei piccoli delicati cristalli di neve che mi cadevano dal cielo sulla testa, sulle spalle nere, tra i capelli di tre colori.

Ero felice, sì.

Perché ero a Milano e per tanti, tantissimi, altri motivi.

Primus inter pares essere stata lì con delle persone meravigliose, ognuna fondamentale a suo modo: la Nuvola, disfunzionale migliore amica di cui si legga, inter alia, qui; XXX personaggio al quale era stata dedicata sta letterina qua; un caro vecchio compagno di scuola, amico ritrovatissimo, e infine l‘Andre, uomo dubitoso, novello San Tommaso, cavia prediletta dei Tilacini in trasferta.

Ecco su Andrea vorrei soffermarmi. Oramai le persone del mio mondo virtuale che conosco fisicamente iniziano ad aumentare, persone che uscite da questo guscio, se vuoi, un po’ castrante iniziano a rivestire una certa importanza, un certo peso nella mia vita reale: ecco Andrea è stata una delle più sorprendenti. Andrea è un uomo sensibile, divertente, delicato, serio.

Un uomo cui auguro ogni bene (ed etiam una caldaia funzionante!).

Poi c’è stato il Cenacolo, e che dire di questo? Una vera meraviglia: un’esperienza più che notevole che consiglio a chiunque. Trovarsi difronte a quell’opera d’arte fa capire molto della capacità italiana, del nostro genio artistico, così come anche qualcosa di metafisico.

Mi risulta davvero difficile spiegarlo: essere davanti a quell’affresco, estremamente imponente, dà sensazioni ineffabili,riesce a proiettare idee su quei momenti incredibili, che anche una persona cresciuta nella cultura cattolica magari non aveva mai investigato. Il volto del Cristo è una perfetta effige di tutta la sua essenza divina, sovrastata, però, da una consapevole, muta, disperata umanità, che forse un po’ stenta a cedere il passo. E quella mano sinistra già volta verso il cielo, trasmette una mansuetudine, un’obbedienza, una voglia di sacrificio, una abnegazione verso le sue lapse creature (noi, gli uomini), che mi ha fatto tremare di una gioia che a Natale dovrebbe esserci sempre, come, del resto, in ogni momento, dovrebbe albergare nei nostri cuori. Sì, anche nel mio.

Una visita, quella al Cenacolo Vinciano di Piazza Santa Maria delle Grazie in Milano, che tutti dovrebbero fare. Non semplice da organizzare, però: ci si deve muovere con almeno una quarantina di giorni di anticipo.

Ma il mio breve e intenso soggiorno a Milano non è stato solo questo, è stato tanto, tanto altro ancora che racconterò, “se avete la pazienza di seguirmi” (Neri Marcoré in versione Alberto Angela dixit), un po’ alla volta, ché ora ancora le voglio tenere con me, le mie gioie, le mie contraddizioni, la mia disperazione occasionale.

Sì, la bastarda mi raggiunge anche lì.

Ma sono attimi, momenti: del resto, noi tifiamo Napoli tiè!

Ps: e qui va fatta una puntualizzazione. Io in effetti ho pensato molto a lui, volevo chiamarlo, assaje. E non lo ho fatto. Perché? Perché era la cosa giusta, perché andava non fatto, perché so riconoscere il mio bene, sempre. Anche quando fa male. Davanti ai Navigli, a P.zza Cadorna, al Bar Magenta, alla Stazione Centrale, al Libraccio. Sì, faceva male spesso il mio bene. Sì, fai ancora un po’ di male tu, Ragazzino.

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Il Thylacine torna a Milano.

Posted by SuperFigaMegaGiga on Dec 17, 2009 in Ego loves Mi, Nuvola, but I prefer Naples, essere SFMG, ex ed altri criminali

Se tutto va bene, ma tutto deve andare bene, sabato parto per Milano!!!

La mia amata Milano, la città dove tutto può succedere ad una SuperFigaMegaGiga che si rispetti; la città dove si possono sfoggiare le proprie incredibili mise senza tema di coppettielli, rischio che io spesso corro a Naples; il locus terribilis dove Ego impazza come manco fossero tre.

Milano, insomma.

Non vedo l’ora.

Davvero.

E sorpresa delle sorprese ci andrò con un “amico” del passato: il mio primo amore al quale dedicai quella lettera d’amore postata qualche settimana fa… Un caso, un mero caso ed io e te, 8 ore in macchina in direzione Milano, partendo dalla nostra città, Napoli.

E poi… confermatissimo l’appuntamento per la visita al Cenacolo Vinciano: un’epopea che non cessa di logorare le mie coronarie, ma il risultato sarà supercalifragilistichespiralidoso!

Già prevedo grande sindrome di Stendhal for me!

E poi, Andre!!! Mito assoluto che ancora non ci crede, secondo me, anche ora che gli ho fatto vedere (per maggiore sicurezza, sono una paurosona io!) il prestigiosissimo UNA STELLA – categoria superiore, veh! – dove dovrei trovar ricetto!

E poi la Nuvola, gioia mia!!!! Non vedo l’ora di riabbracciarla che è una sprucidona del cazzzzzzzzzzzz ma quando non c’è… MANCA COME L’ARIA!

Insomma relativamente a questo sogno (realizzato solo grazie a TE) grazieeeeeeeeeee bizavrei solo un’altra richiesta, perché non mi basta mai, voglio di più: I’m dreaming for a white Milan!

Sarebbe il non plus ultra!

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Pocacola dixit.

Posted by SuperFigaMegaGiga on Dec 16, 2009 in essere SFMG, ho detto la mia su, il travestimento perfetto MacGnoccaTeraByte

Et SuperFigaMegaGiga – ma in questo caso, forse, ancora di più MacGnoccaTeraByte - condividet.

Come dicevo qualche post fa, in questo periodo io sono troppo troppo centrata sul mio ombelico per accorgermi di quello che mi succede intorno. Ascolto poco le notizie, sto perdendo la mia salvifica capacità di indignarmi, so poco, leggo perfino poco i quotidiani, sed etiam il mio favorito “Il Fatto quotidiano”.

Eppure non è che sia proprio fuori dal mondo, e così avevo subito saputo dell’aggressione ai danni del nostro premier avvenuta domenica scorsa a Milano.

Anzi ad essere onesti l’avevo saputo con un paio di ore di ritardo, guardando al volo il Tg delle 20.30 di Rai2.

Apprendere la notizia, sentire già quella ridda di commenti, considerazioni, pensieri, come sempre mi aveva dato un po’ alla testa e poi, ammetto, qualche sorriso mi scappava.

E non è bello, no, non è bello affatto. Ridacchiare del fatto che un folle abbia “chiavato appresso” ad un vecchio signore di oltre settanta anni una riproduzione di un duomo su cui, oltretutto troneggia una Madonna, non è una cosa bella affatto. E la cosa più tragica è che se ci penso all’improvviso mi viene un po’ da ridacchiare anche tutt’ora. Poi però mi pento, veh.

Ma forse il punto è che io le immagini non sono riuscita a vederle: ho sentito che comunque Berlusconi si è fatto molto male, ha perso molto sangue, i danni che ha riportato sono anche più gravi di quanto inizialmente i sanitari pensassero e questo mi dispiace realmente molto.

Perché l’oppositore politico certo non si limita nel suo agire cercando di fermarlo fisicamente.

Vi è da dire – e questo vorrei fosse chiaro – che l’azione di un folle sconsiderato quale pare sarebbe questo Tartaglia, non rappresenti affatto un gesto di rappresaglia politica.

E, come sempre, il mal di testa per le valutazioni e le controvalutazioni a caldo che ho potuto ascoltare durante quel famoso tg, mi veniva proprio per questo: cazzarola, in Italia, siamo sempre dannatamente bravi a strumentalizzare tutto, tutto, tutto. E così dalla destra si guarda a quello che si diceva a sinistra, dalla sinistra si facevano enneagrammi su quello che traspariva dalle controrisposte della destra, creando un grande marasma sempre più assurdo, involuto, senza senso.

Come spesso, troppo spesso accade, la notizia, perfino una notizia di questo tipo (indubbiamente molto caricata, credo si sia parlato con meno trasporto negli Stati Uniti della morte di JFK), tende a scomparire, surclassata dalle impressioni sulle dichiarazioni di Tizio che rispondeva alla riflessione di Sempronio che a sua volta riportava le idee di Caio, che probabilmente si era contrapposto a Mevio, su quello che era successo a Berlusconi.

Ma insomma!

Come se non bastasse, la situazione ha avuto altre evoluzioni imponderabili: a pochi minuti dalla divulgazione dell’aggressione a Berlusconi, in rete e, in special modo su Facebook, sono iniziati a proliferare commenti positivi nei confronti di Massimo Tartaglia, sono sorti molti gruppi che in quel social network inneggiavano alla violenza contro il premier.

Non sono mancate le considerazioni politiche, ovviamente.

E, altrettanto ovviamente, queste sono state atecniche ed imprecise.

Ma perché dirvi io male, qualcosa che Riccardo Pizzi, dice, come fortunatamente non di rado avviene (si potrebbe fare quasi un detto “Pizzi e bene assai spesso avviene!“), in modo egregio?Riccardo Pocacola Pizzi

Pertanto vi rimando a lui, che con grande attenzione spiega e commenta, le dichiarazioni del ministro Roberto Maroni.

Altri spunti sul tema della voglia di censura alla rete vengono anche dal caro amico Fabrizio Reale, il quale riproponendo un’immagine di Goya (uno dei miei pittori preferiti), mi conferma, ancora una volta, che potevamo essere migliori amici!!!

Ecco magari lo diventeremo.

Nella foto un Pizzi nella migliore forma fisica, acciderbolina per la sigaretta!

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Una MacGnoccaTeraByte e… Ravvy!

Che io abbia bisogno di consigli in materia sechisy direi che non v’è ombra di dubbio, in realtà quello in cui più deficio, essendo a scelta, una MacGnocca o una SuperFigaMegaGiga o comunque una Tigrotta (esseri in ogni caso ammalianti) non è tanto il ramo sechisy, quanto piuttosto quello sentimentale.

Grazie all’amico Riccardo – uomo saggerrimo, in quanto millenario –  e alla comune conoscente Mata Selvaggia de Polpettiis , ho avuto un’illuminazione: perché, come già fece lei, non interpellare l’oracolo di Delfi della sensualità, l’eminentissimo Dott. Ravasio Belinoni Frustalupi, presidente dell’omonima Fondazione?

E così mi sono armata di carta e penna e…

Ho scritto a Ravasio e non posso negarlo: ne ho ricevuto grande, grande, grande ma proprio grande, veh, giovamento.

Ho capito la vera verità: il problema non è in me, e  del resto come poteva! Il problema è negli avanzi di galera che mi scelgo come accompagnatori, anche eventualmente meramente occasionali!!!

Ecco se avete un problema sechisy rivolgetevi pure a Ravasio, direttamente a lui o per tramite di Rick pocapokecola!

Ravasio, da me e Mata, affettuosamente, chiamato Ravvy, non potrà far altro che aiutarvi!

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Ricordi, ricordi, ricordi…

Chi mi legge da un po’, sa che io amo i ricordi.

In un certo senso ne sono perfino un po’ condizionata: per me, per tanto, forse troppo tempo, quello che aveva più attrattiva nella mia vita era il passato rispetto al presente, mai, Thanking Holy Mary, rispetto al futuro.

Per me il passato nella forma dei ricordi era sempre preferibile, anche ove fosse stato brutto: in un momento di difficoltà passato scorgevo le risorse personali che avevano prevalso, lo comparavo con le difficoltà presenti e comunque mi sembrava più lieve.

Il passato quello bello, poi, era tendenzialmente –  nella mia testa un po’ stupida – quello che nella mia vita non sarebbe potuto tornare: le opportunità (e una che a 22 anni pensa di aver perso opportunità senza ritorno, beh si curasse!), la levità, l’allegria, la gioia.

Ecco non era così, affatto.

Mentre non me ne accorgevo perché ero troppo presa da me e dalle mie paturnie io stavo gioendo ancora, vivendo di nuovo, avendo opportunità forse diverse da quello che mi avevano programmato e che mi ero con troppa faciloneria scelte. Dico così perché se fossero state scelte vissute con consapevolezza, di certo non sarei riuscita a liberarmene. Non le avrei abbandonate non sarebbero state occasioni perse.

Come sono uscita da queste stupidaDe?

Semplice.

Mi ha liberato il mio papà.

Ecco lì ho capito che la Morte non esiste e che quello che diceva, in un certo senso, uno dei miei poeti preferiti, il Leopardi, era vero: nella vita di ognuno di noi ci attendono “magnifiche sorti e progressive”.

Basta volerle (fortissimamente volerle ;-) – un colpo al cerchio e un altro alla botte) e lottare e sperare che tutto vada bene.

E così ora se non altro mi accorgo di quando sono felice, di quando sono lieta, di quando potrei stare nettamente meglio, di quando sono vicina al collasso.

Non credo sempre di esser nella melma del presente quando avevo fino a ieri caso mai, il mondo nelle mie belle zampette (oggi corredate di un ottimo smalto noir, che divina che sono! Ecco ora ad esempio sto gioendo!).

Epperò i ricordi mi piacciono sempre: la memoria è il nostro regalo permanente. Un regalo che ci facciamo da parte delle persone migliori che conosciamo: noi stessi.

Un regalo al quale io non voglio – ma in realtà neanche saprei e potrei – rinunciare.

E così, forse da appena qualche giorno, io ho un nuovo ricordo, che ok poteva essere futuro, invece è passato.

La cosa mi ha fatto soffrire? Sì, e forse più del dovuto.

Ero innamorata? Questo non lo so, so solo che io, beh ci avevo creduto e tanto e parecchio e NON troppo.

Questo ricordo non è tanto la persona di cui parliamo, o meglio certamente, però è anche cristallizzata in un oggetto: l’incarto di una tavoletta di cioccolata.

T’a (Tancredi e Alberto) sentimento italiano. Cioccolata interessante, oltrettutto.

Questo incarto io lo tengo in una delle mie agende, quella non legale, e delle fatuità (insomma quella dedicata a Voi, sappiatelo, per me siete solo fatuità! Non è vero affatto ma ve l’ho ben detto l’Avv. Bisou  ha mille spie spiosose!!!). Lo vedo quindi ogni giorno, e penso, penso, penso.

Del resto sentivo e pensavo e provavo e pativo per un bel pochetto con qualunque cosa in relazione al ricordo che è legato all’incarto, quindi…

Son tre giorni che lo prendo tra le dita e sorrido solamente, e penso al mio bischerorso.

Poteva essere ciò che voleva per me, ma non quello che non ha voluto essere.

E così io oggi decido di liberarmi della sua ombra, sperando che lui non si liberi del mio ricordo.

La sua era una gran bella ombra, fatta di occhi enormi e tondi, di baci all’improvviso via… via…, di un abbraccio che non finiva più, di ore, ore, ore, ore, ore (lunghe, lente, interminabili e per ciò stesso troppo brevi) a parlare, fatta di una casa uguale a lui, fatta di lui.

Ma era diventata un’ombra perché “è assurdo pensare che a volte le cose non vadano bene e vadano rese”.

E io di ombre non ce la faccio più.

Scusami Amore, un’altra volta mi sono tirata indietro.

Ma io ti incontrerò e sarà per tutta la vita.

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