Posted by SuperFigaMegaGiga on Dec 27, 2009 in
A Milano non si mangia bene,
Ego loves Mi,
Napoli e Milano,
Nuvola,
but I prefer Naples,
essere SFMG,
ex ed altri criminali,
il travestimento perfetto MacGnoccaTeraByte,
maledetto il Thylacino e chi lo inventò,
studio legale bisou
Si diceva del Thylacine e di Milano.
Il Thylacine è sì nato in Australia e ivi per altro si è estinto, ma però pur stra-adorando la sua meravigliosa città, Napoli, è preso da un’enorme, tracotante, trascinante fascinazione per Milano.
Per dire, sono anche una delle poche persone a pensare che Milano sia una città proprio bella. Mi spingo a dire di più: anche romantica.
Milano è sostanzialmente, almeno per come la vedo io, una città malinconica, e l’amore è spesso malinconico, o comunque contiene sempre in sé una piccola parte di malinconia. Da che ne deduciamo, in maniera quasi aristotelica, che Milano sia una città romantica.
E fin qui mi pare che sto a dire un fracco di stronzate. Bello il criticismo autoriferito ed autoindirizzato delle gggggiovini, davvero.
Ma al di là di questo Milano mi appare una città sempre nuova; sarà che la conosco ancora poco, sarà che ogni volta mi trattengo molto meno, infinitamente meno, di quanto vorrei, ma ogni volta che le dico “goodbye, I die a little”, perché vorrei vedere ancora tanto, viverla ancora tanto, restarci for ever, ma non troppo!
Perché i Thylacini sono animali estremamente contraddittori e dunque nulla gli va bene fino in fondo e sentirebbero il dovere etico, oltreché fisico, di tornare nella loro bbbbbbella città.
Nell’ultima occasione nella quale sono stata nella città dalle cattedrali volanti (…) ho vissuto molte sympatiche esperienze: cambio dell’albergo carpiato con doppio avvitamento e trasporto di valigie. In realtà quest’ultima specializzazione va tutta imputata al povero XXX, uomo con il quale ho fatto il viaggio di andata in macchina: era lui, tessssoro, che si trascinava - anche con un certo style (non v’è che dire i miei fidanzati erano partiti come categoria pur possidente una certa dignità, l’è che mi sono persa sul finale!), sia detto – quella specie di catafalco che io avevo ritenuto di usare come valigia.
Dopo di questo, altra esperienza che per sempre porterò nel mio corazòn è, indubbiamente, la pizza egiziana, perché in effetti come non portare (essendo a propria volta napoletano) una napoletana a mangiare una pizza nei peggiori “bar” di Corso Como?!
E poi ancora la disco, il “Diva”: quello che ci voleva dopo un rilassanterrimo viaggetto, io poi che in discoteca non ci vado mai!
Ma vi è di più, un evento karmico del quale io, peraltro, stolta,
neanche mi ero risovvenuta: al Diva quella sera, ma ben potremmo definirla notte, c’era Dan (o Dean), senza Dean (o Dan) di Dean, Don, Dan!
Dio mio che tristerrima battuta, lo so!
Ma non avrete difficoltà a credermi se vi dirò che è esattamente da quando XXX mi ha detto che c’era uno degli stilisti di DSquared nel locale che non vedevo l’ora di proporvela!
Ma soprattutto il meraviglioso, incredibile tuffo nel passato – che poi passato non era – con XXX.
Lui ed io tre giorni insieme, roba che mai, in viaggio, roba che maissimo, in giro per Milano, con i suoi amici, con i miei amici, nel negozio (strabello, sia detto) della madre.
Una favola. Troppo breve.
E poi il Cenacolo di cui ho già detto. Le lunghe passeggiate da sola, lunedì mattina sotto la neve, il Bar Magenta all’improvviso, la mia amica delle borse.
Unico rimpianto il non essere riuscita a visitare nuovamente la basilica del Bramante, luogo in cui la mia anima risuonò subito ed istintivamente.
La gioia per aver trovato il nuovo albergo per i prossimi spero imminenti soggiorni: il Palazzo delle Stelline, non a caso di fronte piazza Madonna delle Grazie, la stessa Signora bella che, non so perché, ho l’impressione abbia sempre illuminato i miei soggiorni nella città che dopo Napoli io amo.
Tags: Bar Magenta, Diva, High Class Claudio Budel Milano, Palazzo della Stelline Corso Magenta Milano
Posted by SuperFigaMegaGiga on Dec 22, 2009 in
3 dita,
A Milano non si mangia bene,
Napoli e Milano,
Nuvola,
Ragazzino,
but I prefer Naples,
essere SFMG,
ex ed altri criminali,
la morte non esiste,
ma noi aspettiamo Natale siempre!,
maledetto il Thylacino e chi lo inventò,
studio legale bisou,
virtu-amici
E così molti dei miei sogni si sono realizzati, non a caso è Natale.
E la morte non esiste (ogni dieci post – si sa – devo dirlo, non foss’altro che per appuntarmelo e per ricordarvelo, ma del resto io lo dimostrerò!).
Sono stata a Milano, la mia amaterrima Milano.
Da sabato a lunedì, pur essendo partita venerdì, ma queste son situazioni di contrabbando.
E nevicava, sì ha nevicato. E quando ha nevicato, all’improvviso, io ero da sola ed ero a Corso Magenta, lì mi capitano sempre le cose migliori, davvero. Mi sono sentita felice, lieta, lieve, soffice ed eterea (non ETERA, please!) come quei piccoli delicati cristalli di neve che mi cadevano dal cielo sulla testa, sulle spalle nere, tra i capelli di tre colori.
Ero felice, sì.
Perché ero a Milano e per tanti, tantissimi, altri motivi.
Primus inter pares essere stata lì con delle persone meravigliose, ognuna fondamentale a suo modo: la Nuvola, disfunzionale migliore amica di cui si legga, inter alia, qui; XXX personaggio al quale era stata dedicata sta letterina qua; un caro vecchio compagno di scuola, amico ritrovatissimo, e infine l‘Andre, uomo dubitoso, novello San Tommaso, cavia prediletta dei Tilacini in trasferta.
Ecco su Andrea vorrei soffermarmi. Oramai le persone del mio mondo virtuale che conosco fisicamente iniziano ad aumentare, persone che uscite da questo guscio, se vuoi, un po’ castrante iniziano a rivestire una certa importanza, un certo peso nella mia vita reale: ecco Andrea è stata una delle più sorprendenti. Andrea è un uomo sensibile, divertente, delicato, serio.
Un uomo cui auguro ogni bene (ed etiam una caldaia funzionante!).
Poi c’è stato il Cenacolo, e che dire di questo? Una vera meraviglia: un’esperienza più che notevole che consiglio a chiunque. Trovarsi difronte a quell’opera d’arte fa capire molto della capacità italiana, del nostro genio artistico, così come anche qualcosa di metafisico.
Mi risulta davvero difficile spiegarlo: essere davanti a quell’affresco, estremamente imponente, dà sensazioni ineffabili,
riesce a proiettare idee su quei momenti incredibili, che anche una persona cresciuta nella cultura cattolica magari non aveva mai investigato. Il volto del Cristo è una perfetta effige di tutta la sua essenza divina, sovrastata, però, da una consapevole, muta, disperata umanità, che forse un po’ stenta a cedere il passo. E quella mano sinistra già volta verso il cielo, trasmette una mansuetudine, un’obbedienza, una voglia di sacrificio, una abnegazione verso le sue lapse creature (noi, gli uomini), che mi ha fatto tremare di una gioia che a Natale dovrebbe esserci sempre, come, del resto, in ogni momento, dovrebbe albergare nei nostri cuori. Sì, anche nel mio.
Una visita, quella al Cenacolo Vinciano di Piazza Santa Maria delle Grazie in Milano, che tutti dovrebbero fare. Non semplice da organizzare, però: ci si deve muovere con almeno una quarantina di giorni di anticipo.
Ma il mio breve e intenso soggiorno a Milano non è stato solo questo, è stato tanto, tanto altro ancora che racconterò, “se avete la pazienza di seguirmi” (Neri Marcoré in versione Alberto Angela dixit), un po’ alla volta, ché ora ancora le voglio tenere con me, le mie gioie, le mie contraddizioni, la mia disperazione occasionale.
Sì, la bastarda mi raggiunge anche lì.
Ma sono attimi, momenti: del resto, noi tifiamo Napoli tiè!
Ps: e qui va fatta una puntualizzazione. Io in effetti ho pensato molto a lui, volevo chiamarlo, assaje. E non lo ho fatto. Perché? Perché era la cosa giusta, perché andava non fatto, perché so riconoscere il mio bene, sempre. Anche quando fa male. Davanti ai Navigli, a P.zza Cadorna, al Bar Magenta, alla Stazione Centrale, al Libraccio. Sì, faceva male spesso il mio bene. Sì, fai ancora un po’ di male tu, Ragazzino.
Tags: Cenacolo Vinciano, superfigamegagiga, Thylacine