Le Tre Dita.

Posted by SuperFigaMegaGiga on Dec 14, 2009 in 3 dita |

Questo stesso titolo lo aveva il secondo post del mio blogghe, la cara vecchia ggggiovine. Se vogliamo non era il secondo post, a dirla tutta, ma proprio il primo: il primo è da considerarsi quale un’accorata presentazione della mia meravigliosa persona.

Il mio primo vero post, parlava di lui, quindi. Delle tre dita, di un pollo.

Del mio pollo, il mio migliore amico.

Il mio migliore amico, una formula un po’ trita, che alcuni reputano perfino bambinesca e priva di significato.

Per me, da quando conosco lui, non è mai stato così. Io sono una donna molto fortunata anche da questo punto di vista: ho moltissimi amici, perfino parecchi amici che potremmo definire estremamente cari. Ma ci sono delle persone che corrono per conto loro: il Fratellino (un vero e proprio fratello, non di nome e basta, non di sangue purtroppo, ma di anima, per fortuna), la Unica Sys (una scapocchiona alla quale non si può volere che bene), la Nuvola (mia migliore amica) e lui, il Pollo, we Poulet.

Poulet è il mio migliore amico.

Thylacine-chicken

Non è una litote, no. Essere il migliore amico di qualcuno è una cosa sacra.

Significa piangere insieme davanti a un picoglass che contiene le foto di tuo padre appena morto; significa dire all’ennesima stranezza “ritieni schiaffeggiata”, sotto sotto sorridendo; significa parlare, senza alcun problema con Angiolotta, Marchino, lu Tupiddu e perfino con il Popottolo (alcuni dei personaggi del “boschetto della mia fantasia”) e senza problemi, perché il Pollo, beh, ho la triste impressione che li veda anche lui…

Significa essere il migliore amico di una persona anche sfuggire e chiudersi nel proprio dolore, quei momenti di difficoltà che chi può pretendere di esserne salvo nel corso di un lungo viaggio; significa per questa assenza far patire all’altra persona la propria mancanza, eppure, significa, soprattutto direi, tornare come il sole all’improvviso, portando tutto, tutto, tutto il senso di sé.

Essere il migliore amico può anche significare, ad un certo punto delle proprie reciproche dilatate adolescenze (tipiche di noi figli unici degli anni ottanta, gli stessi che ora son svegliati con le clavate della triste realtà contemporanea), litigare, e farlo a morte. Odio fotonico, avrebbe detto qualcuno non ricordo chi.

Ma significa anche, essere il migliore amico, superare tutto questo, perché: senza te, no!

Essere il pollo, invece, vuol dire tutta una serie di cose che a me sono chiarissime, eppure non so spiegarle, no. E forse seppure sapessi non vorrei.

Raffaella è mia, mia, mia e non mi importa niente, non può entrare altra gente!

E così non ve lo direi, non ve lo spiegherei, non vi ingolosirei, per non farvi avere la tentazione di portarmelo via.

In realtà il Pollo, beh sarà sempre mio, comunque, quantunque, in ogni caso.

“Signorina Persico e mi dica, chi sarebbe il suo de amicitia, A. o M.?”

Per questa risposta succederà un casotto… lo so, ma Fratellino guarda, posso spiegare, non è come sembra!!! O forse sì…

La domanda me la pose il mio professore adorato di Latino e Greco del Liceo, mentre si parlava del sempre caro Cicerone.

La sventurata rispose:

“Pollaster de amicitia…”

immagine dal web.

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5 Comments

ndr
Dec 14, 2009 at 11:57 am

(((((((((((((((-:

sorrisi a profusione.


 
Giorgio
Dec 15, 2009 at 10:45 am

Almeno su sto blog almeno posso commentare…
Un salutone


 
SuperFigaMegaGiga
Dec 15, 2009 at 11:20 am

Tesorone!!!!!!
Tu puoi e devi commentare ovunque e quantunque!!!!


 
SuperFigaMegaGiga
Dec 15, 2009 at 5:04 pm

@ndr: che mi cambi sempre nick te tu!!!
baci a profusione a te!


 

[...] è però il tuo fratellino all’improvviso; è il tuo pollo che ami da morire; è Silviettina con i capelli corti e gli occhi neri neri; è il cappotto rosso [...]


 

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